L’osteopatia pediatrica aiuta la crescita e lo sviluppo dei neonati e dei bambini
Il trattamento osteopatia viene applicato in neonatologia già da diversi anni. Le tecniche utilizzate prevedono un approccio delicato e dolce che non causa alcun dolore e non infastidisce il paziente.
Nell’ambito neonatale la disfunzione da correggere è solitamente legata al parto.
Recentemente si è evidenziato che il trattamento osteopatico nei bambini riduce le coliche gassose, migliora la suzione, la qualità del sonno, la respirazione, riduce l’incidenza di infezioni delle prime vie aeree come otiti e faringiti.
Perché accompagnare il vostro neonato in visita osteopatica?
“Usualmente consideriamo la salute del bambino solo come assenza di malattia, ma vi sono disturbi e tensioni a volte presenti sin dalla nascita che, se individuati e risolti, permettono una crescita fisiologica, funzionale ed equilibrata”.
Il contatto visivo e il bisogno di contenimento
Alla nascita, il neonato riconosce l’insieme del viso della mamma e del papà e gli oggetti di colori contrastanti, come il bianco e il nero.
L’abbraccio avvolgente, sicuro e amorevole dei genitori, il contatto pelle a pelle e il tocco, danno al neonato una piacevole e rassicurante sensazione di contenimento che gli ricorda l’ambiente in cui ha vissuto per 9 mesi.
Il contenimento, attraverso l’abbraccio, aiuta il neonato a percepire i propri confini spaziali all’interno dei quali può sentirsi avvolto e protetto; rappresenta la continuità tra vita perinatale e vita post natale.
La soddisfazione del suo bisogno di contenimento calmerà i suoi pianti, i mal di pancia e i risvegli notturni. Il bisogno di contatto è pari a quello di nutrimento.
L’alimentazione da 0 a 3 anni ci appare spesso come un’azione semplice e naturale, ma in realtà è un susseguirsi di complessi apprendimenti.
Le abilità di alimentazione sono fondamentali per stimolare le strutture anatomiche del viso – ossee e muscolari – che si stanno sviluppando, la mimica facciale, la respirazione nasale e l’articolazione del linguaggio
Alla nascita la suzione è un’azione riflessa, in seguito viene appresa divenendo una vera e propria ginnastica.
L’allattamento stimola la mobilità del capo, della colonna, i muscoli del viso e la vista.
L’allattamento artificiale è differente da quello al seno e viene acquisito con l’esercizio quotidiano. Importante è che la tettarella non sia troppo lunga perchè troppo diversa dalla forma del capezzolo della mamma.
L’utilizzo del succhiotto stimola la suzione non nutritiva che ha un’azione calmante e rilassante nei momenti di pianto inconsolabile e frustrazione. L’utilizzo va limitato soprattutto perchè tende a favorire una posizione scorretta della lingua per la deglutizione e può compromettere la futura masticazione.
Il ciuccio non andrebbe mai usato quando il bambino inizia a camminare o mentre parla.
I posizionamenti dopo la nascita
Alla nascita il neonato è sottoposto a una forza di gravità maggiore rispetto a quella presente nell’utero materno dove il neonato, immerso nel liquido amniotico, si muoveva senza difficoltà.
Alla nascita non è in grado di spostarsi da solo; se appoggiato su di un piano, si adagia completamente a esso con il corpo e il capo; le gambe e le braccia sono anch’esse appoggiate e aperte.
Per prevenire la SIDS (morte in culla) il neonato fino a 6 mesi deve dormire supino, ma è importantissimo cambiare posizione da supino a sul fianco e prono con la supervisione dell’adulto. Questa alternanza eviterà eccessive pressioni sulla regione occipitale.
Le tappe dello sviluppo neuro-psico motorio
La posizione a pancia sotto all’inizio può essere stimolata tenendo il neonato sul petto del genitore oppure durante il cambio del pannolino e, successivamente, sul letto o sul tappetone mentre si gioca insieme.
“Il rotolo” a 3/4 mesi è il primo cambio di posizione; è una posizione instabile per il bambino e necessita di libertà di movimento a livello del capo, della colonna, delle spalle e del bacino.
“Lo striscio” a 6 mesi è la prima modalità di spostamento che impara il bambino. Lo aiuta a controllare il capo, il tronco e a raggiungere un oggetto lontano.
La posizione seduta, a 7 mesi, stimola la muscolatura della colonna e l’appoggio delle mani per evitare le cadute anteriori e laterali, stimola la simmetria della vista, dell’udito, dell’equilibrio e inoltre prepara la stabilità del tronco per il cammino.
La posizione a ”quattro zampe” e il “gattonamento” a 8-9 mesi favoriscono gli spostamenti autonomi del bambino e preparano la muscolatura del bacino e delle gambe ai successivi traguardi.
Il sollevarsi in piedi, la stazione eretta e il cammino laterale con appoggio, saranno propedeutici per il cammino.
È fondamentale che i bambini raggiungano in modo autonomo le varie tappe.
Fino agli 8/9 mesi il bambino non va tenuto in piedi, è necessario invece inibire il comportamento di puntare i piedi da seduto e non assecondarlo mantenendolo in piedi.
I consigli dell’osteopata
Alla nascita è importante osservare i propri figli e guardarne la forma del capo, soprattutto nella parte posteriore, ed eventuali asimmetrie nella posizione degli occhi, delle orecchie e della bocca.
Prestare attenzione se il neonato ha delle posizioni preferite, a esempio nella rotazione del capo o nell’inclinazione del tronco; se vi sono posizioni che non tollera o che addirittura lo fanno piangere.
Verificare sempre che siano possibili le posizioni opposte.
Non assecondare il sollevamento del capo da supino ma invitare e stimolare il bambino a rotolare.
L’uso del girello è sconsigliato perché impedisce al bambino di stimolare i “riflessi paracadute”, ovvero la prontezza di mettere le mani a terra quando cade, e mantiene il bambino in piedi prima ancora di aver acquisito fisiologicamente la posizione eretta.
Inoltre è sconsigliato stimolare la motricità dei piedi, dato che lo sviluppo fisiologico inizia dalla muscolatura del bacino, e stimolare precocemente il carico sul bacino e sulle gambe.
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