Siamo abituati a pensare che per essere efficace una manovra debba essere effettuata con un certo vigore e che piu forte sia il tocco piu efficace sia il trattamento.
In realta durante il trattamento osteopatico sono davvero poche le volte in cui un paziente riferisce di sentire dolore durante una manovra.
Ciò perché a dispetto dell’opinione comune, minore è la forza con cui viene effettuato il tocco maggiore sarà la risposta del corpo del paziente.
Qualsiasi manipolazione venga effettuata, dovrebbe essere considerata come un informazione che l’operatore da al sistema nervoso del paziente (centralina di comando che regola e controlla tutto), questo che sia un massaggio, uno “scrocchio” o un tocco dolce.
In caso di dolore o disfunzione muscolo-scheletrica, abbiamo un iperattivazione di una parte del sistema nervoso autonomo. Andando a immettere una grande quantità di energia tramite un tocco “importante” si rischia di iperstimolare un sistema già troppo attivo, andando a buttare la classica “benzina sul fuoco”.
L’esperienza comune riportata dai pazienti è un aumento del sintomo dopo un massaggio vigoroso o una mobilizzazione troppo dura.
Una similitudine riferita durante un corso che mi ha colpito molto e può chiarire la questione e la seguente: l’osteopata svolge il ruolo del direttore d’orchestra, che dirige gli strumenti affinché ci sia una corretta interazione fra loro.
Se manca il direttore d’orchestra, alcuni strumenti potrebbero suonare in maniera più vigorosa di altri e non si avrebbe una musica armoniosa, ma un rumore caotico.
Per ottenere una musica tutti gli strumenti devono adeguare il loro “volume” agli altri e solo in quel momento ci potrà essere una corretta interazione tra tutti gli strumenti.